In quest’ultimo periodo si è parlato e letto molto di Basilea 3, ossia delle nuove regole per rendere sicure le banche riducendo al minimo i rischi di crac bancari.
Ma a quale prezzo saranno rese più sicure le banche? In altre parole, le nuove norme saranno a vantaggio esclusivo delle banche?
A pagarne le conseguenze saranno le piccole e medie imprese (PMI), che rappresentano circa il 94% del tessuto economico italiano?
E’ evidente che già oggi con Basilea 2 le banche erogano meno finanziamenti. Con Basilea 3, c’è il timore fondato di un’ulteriore riduzione nell’erogazione del credito con il rischio concreto di togliere ossigeno alle imprese ammazzando la leggera ripresa economica.
Per adeguarsi ai nuovi criteri di Basilea 3, le banche dovranno aumentare la propria liquidità attraverso un incremento del proprio patrimonio aziendale e la riduzione degli impieghi.
Ancora una volta ad essere penalizzate saranno le piccole e medie imprese, che dovranno affrontare una stretta creditizia senza precedenti.
Secondo la Banca d’Italia si tratta d’ingiustificati allarmismi, poiché le modifiche avverranno in modo graduale, avendo come obiettivo quello di assicurare un flusso più ordinato e sostenibile del credito, senza una sua riduzione.
Secondo il sottoscritto, siamo in un momento delicato in cui è necessario che l’imprenditore trovi nello sportello bancario un fedele alleato per finanziare la propria idea imprenditoriale, per investire, per dare lavoro, per produrre.
L’azienda non deve trovare nella banca l’applicazione di rigidi modelli matematici e meccanismi, che aumentano i costi e la difficoltà di accesso al credito.
Che cosa ne pensi?
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