Mi è capitato spesso nella mia attività professionale di trovarmi di fronte a delle aziende che non sanno comunicare in modo corretto con le proprie banche.
Secondo te che cosa effettivamente vogliono le banche per tornare ad erogare finanziamenti alle aziende? E’ solo colpa della crisi finanziaria generale oppure l’imprenditore non sa dialogare correttamente con la propria banca ?
Cerco di darti una risposta pratica, basata non tanto sulle regole di Basilea 2, ma soprattutto sui comportamenti degli imprenditori.Spesso l’impresa si comporta in modo sbagliato con la propria banca, perché non individua esattamente il responsabile della banca rilevante per le decisioni di affidamento. Questo comporta l’assenza di controllo da parte dell’impresa sulle reazioni con la banca e la possibilità di “trattare” nei momenti di crisi della relazione.
Ho osservato un altro comportamento negativo frequente nelle aziende. L’imprenditore non risponde tempestivamente o risponde in modo incompleto alle richieste d’informazioni della banca sulle attività dell’impresa o su alcune voci del bilancio (ad es. crediti verso clienti, magazzino). La banca pensa che l’imprenditore voglia nascondere una situazione negativa e decide di non erogare più finanziamenti “al buio”. L’istituto di credito vuole sapere esattamente per che cosa e come saranno impiegati i soldi dati all’azienda.
Altro errore commesso dalle aziende: non dare alla banca una raffigurazione chiara di tutti gli interessi economici e commerciali dell’imprenditore e della sua famiglia e di altre aziende di famiglia collegate all’azienda finanziata. La banca puo’ pensare che la richiesta di denaro per un’azienda finisca in realtà per finanziare un’altra azienda diversa con rischi sconosciuti oppure che si voglia sottrarre all’azienda il finanziamento richiesto in favore dell’imprenditore come persona fisica o di suoi famigliari. Alla banca interessa finanziare l’azienda, non una spartizione di beni fra i soci.
Altro comportamento negativo dell’imprenditore: comunicare alla banca che il fatturato è più elevato rispetto a quello che compare nel bilancio, poiché l’azienda ha avuto incassi “in nero”.
Chiariamo subito che le attività in nero non sono finanziabili. Se comunicate alla banca, introducono legittimi sospetti sull’attendibilità e veridicità dei conti aziendali e dei bilanci.
In questo periodo di crisi finanziaria generale, non è credibile che l’imprenditore mantenga ingenti attività in “nero” se l’azienda è in difficoltà. Se l’imprenditore comunica questa situazione alla banca, essa chiederà di utilizzare immediatamente tali fondi per rafforzare il patrimonio dell’impresa.
Mi fermo qui nell’elencarti i comportamenti negativi tra l’impresa e le banche.
Successivamente, ti evidenzierò altri errori frequenti da me osservati e soprattutto i rimedi suggeriti all’imprenditore per “correre ai ripari”.
A questo punto m’interessa molto un tuo parere: che cosa ne pensi?
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